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Carte di credito, troppi costi per i piccoli negozi

22/09/2017

vittorio

Mi inserisco nel dibattito relativo alle disposizioni annunciate dal vice ministro dell’economia Luigi Casero che prevedono l’abbattimento dei limiti minimi entro i quali è concesso alle imprese di rifiutare il pagamento mediante Pos (Bancomat / Carta di Credito). Tale provvedimento, che mette in pratica quanto stabilito dalla legge di Stabilità del 2016, obbliga di fatto le imprese ad accettare pagamenti con moneta elettronica per importi superiori ai 5 euro rispetto ai 30 euro stabiliti invece dalla precedente norma. Pur comprendendo che questo provvedimento nasce dalla necessità di facilitare i consumatori nei propri acquisti è altrettanto vero che il problema delle piccole e medie aziende commerciali e di servizio sta nei costi di commissione ancora troppo elevati. Le attuali commissioni, infatti, vanno mediamente dall’ 1,25% all’ 1,50% per le carte di credito e dallo 0,5% allo 0,8% per quelle di debito. A queste vanno aggiunte le spese di installazione e il canone mensile per l’utilizzo, talvolta sostituito da un minimo di commissioni che incide più o meno nella stessa misura. Poi ci sono eventuali costi fissi per transazione e le spese telefoniche e bancarie. A titolo esemplificativo a Parma una media azienda della ristorazione, settore che vede una percentuale di utilizzo dei sistemi di pagamento elettronici che si attesta intorno al 50% sul totale delle transazioni, sostiene costi di commissione che variano, ad oggi, dai 3.000 ai 5.000 euro l’anno.

La nuova normativa pertanto inciderà notevolmente su tutti quei settori che registrano scontrini medi inferiori a 30 euro (come bar, tabaccherie, alimentari, gastronomie eccetera) e che dal prossimo mese di ottobre vedranno aumentare considerevolmente i costi di commissione portando alla riduzione dei propri margini commerciali, margini già in costante calo negli ultimi anni.

Fatte queste premesse è indubbio che il futuro risiede nei pagamenti elettronici, i quali offrono vantaggi sia in termini di efficienza che di sicurezza, tuttavia la vera svolta sarà rendere conveniente questa tipologia di pagamento anche per i piccoli negozi di vicinato e pubblici esercizi, così come per i grandi marchi internazionali e la grande distribuzione per i quali, infatti, grazie alle economie di scala nei rapporti col sistema bancario, la nuova normativa non andrà ad incidere sulla relativa gestione dei costi. Per questo motivo Ascom Parma si sta attivando a livello locale con l’obiettivo di ridurre i costi di commissione sui Pos e, più in generale, di tutte le componenti di costo che attualmente gravano sulle aziende, attraverso iniziative mirate nei confronti dei principali istituti di credito. Tale azione si affianca a quella della Confcommercio Nazionale che si sta muovendo per sviluppare una politica concertata tra ministero e banche. Simili scelte che portino a costi realmente sostenibili da parte degli esercenti sono sicuramente le azioni più performanti per una diffusione.

Vittorio Dall'Aglio
Presidente di Ascom Parma