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No al blocco del traffico: decisione iniqua e dannosa per il commercio

13/12/2011homestampa

Dove è finita la concertazione? In un momento cui si chiede sostegno alle imprese commerciali, la Regione risponde ponendo ostacoli ed impedimenti sulla testa di migliaia di operatori commerciali


Leggiamo la nota stampa della Giunta regionale nella quale gli Assessori Peri e Freda comunicano la decisone di anticipare il blocco del giovedì e lo stop alle auto il 19 e 20 dicembre.

Una decisione presa senza alcun preventivo confronto con le Associazioni.

“Errani, dove è finita la concertazione?!? – commenta Ugo Margini, Presidente Ascom Parma e Presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia dell’Emilia Romagna. In un momento di forte crisi economica – continua Margini – in cui chiediamo sostegno alle nostre imprese commerciali, la Regione risponde ponendo ostacoli ed impedimenti sulla testa di migliaia di operatori commerciali e senza il minimo confronto e senza alcuna preventiva concertazione con chi rappresenta il commercio sul tutto il territorio regionale”.

“Ritengo assolutamente sbagliato adottare ulteriori misure di blocco del traffico perché già si sono rivelate non risolutive e di scarsa utilità – sostiene Roberto Manzoni, Presidente Confesercenti Emilia Romagna inoltre lo sono ancora di più se sono adottate durante la settimana di Natale perché mettono definitivamente in ginocchio le attività commerciali ed economiche dei centri urbani già provate fortemente dall’attuale crisi dei consumi”.

A nostro avviso si tratta di una misura assurda ed impropria oltre che non risolutiva.

Sono note le nostre posizioni e le nostre valutazioni in merito alle misure previste dall'accordo regionale sulla qualità dell'aria e in particolare sul capitolo relativo alle chiusure al traffico nei soli centri. L'equazione automatica sforamenti del PM10 con la chiusura al traffico nei centri storici a fronte delle fonti di inquinamento è fuori luogo e sbagliata, a maggior ragione perché non interviene sulle cause generali del fenomeno, peraltro diffuso su tutta la pianura padana e ancora e più forte come peso e incidenza negativa al di fuori dei centri.

Perché  ancora una volta si devono penalizzare i centri urbani e le attività che vi operano?

E perché non farlo, ci viene da chiedere in modo provocatorio se volete, laddove il fenomeno dell'inquinamento atmosferico è più esteso e presente, compreso il traffico di autoveicoli, come possono essere le aree attorno ai centri commerciali, alle grandi strutture come ai contesti industriali e artigianali?

Merito e metodo (anche di consultazione) sconsigliano vivamente di adottare misure di restrizione anticipata e penalizzante, ancora e più prima del Natale con tutto il suo significato. Chiediamo per questo una decisione di saggezza (aiutata anche dalle mutate condizioni temporali di questi giorni) che scongiuri decisioni affrettate, isolate e penalizzanti e che non ci costringa a iniziative di forte protesta in queste giornate  in cui contiamo e speriamo soprattutto di lavorare in maggiore serenità. 


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13/12/2011homestampa

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