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Crisi economica: servono manovre profonde

28/09/2011homestampa

Intervista al Presidente Ugo Margini: "È rilanciando i consumi che si rilancia anche la produzione. Dannosa una maggiore pressione fiscale"


Quali le conseguenze sulle imprese e sull’economia reale del nuovo crollo delle borse e della crisi finanziaria?
“L’intero paese sta affrontando straordinarie difficoltà ed emergenze e il quadro dell’economia italiana non è evidentemente tranquillo: un paese con bassa crescita, consumi stagnanti, redditi delle famiglie al palo”.

Rischio default, rischio reale?
“Il recente declassamento del rating dell’Italia da parte di Standard & Poor's non sta a significare che il Paese sia a rischio di insolvenza. È però necessario eseguire manovre profonde che vadano ad alleggerire i costi per le imprese e per le famiglie. Invece ciò che registriamo è un ulteriore aumento della tassazione. Così non si riprendere un Paese”.

Cosa promuove e cosa boccia dei principali provvedimenti contenuti nella manovra finanziaria?
“La manovra costituisce di per sé un’importante riforma per il sistema economico del Paese, ma il Governo ha scelto di intervenire in maniera sostanziale attraverso il ricorso a maggiori entrate. Bocciamo quindi la maggiorazione dell’Iva ma soprattutto bocciamo una politica che pur avendo avuto la possibilità non è stata in grado di fare gli interessi del paese, e cioè fare le vere riforme quelle che devono per esempio portare ad un fisco più equo e per tutti. Ci vuole il coraggio di “far pagare meno ma a tutti”.  

Torniamo all’aumento dell’aliquota Iva.
“L’incremento dell’aliquota avrà certamente l’effetto di ridurre le risorse disponibili del settore privato a favore delle Pubbliche Amministrazioni, ma il principale effetto depressivo riguarderà i consumi. Dal frigorifero alle scarpe, dal profumo alla benzina, dalla tv alle acque minerali fino alle prestazioni di servizio. È lungo l’elenco dei prodotti di largo consumo che sono a rischio rincaro con la conseguenza di una contrazione del potere d’acquisto del reddito disponibile e della ricchezza delle famiglie consumatrici. La nostra aliquota standard, lo ricordo, è già al 20% come in Gran Bretagna ed è più alta del 19% della Germania del 18% della Spagna e del 19.6% della Francia. È rilanciando i consumi che si rilancia anche la produzione e non attraverso una maggiore pressione fiscale”.

La invitiamo a formulare una Sua proposta/azione che ritiene prioritaria e strategica per lo sviluppo delle imprese
“È ormai davanti agli occhi di tutti che non si può immaginare di far ripartire l’economia se non si mettono in campo riforme profonde: l’azione del governo oggi deve andare verso un alleggerimento della spesa pubblica e del costo del lavoro e verso minori sprechi anche nella vita politica.  Fonti di entrate dovrebbero essere garantite da una dura lotta all’evasione e all’elusione fiscale. Poi le azioni che ormai da tempo ripetiamo: semplificazioni e riforma della pubblica amministrazione, modernizzazione del welfare e delle relazioni sindacali, privatizzazioni di quote importanti di patrimonio immobiliare e mobiliare pubblico”.


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28/09/2011homestampa

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