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Liberalizzazioni dei saldi, Federmoda: "A rischio convenzienza e trasparenza del mercato"

17/01/2012homestampa

Federmoda Parma, condividendo la posizione della propria Federazione nazionale, interviene sull’ipotesi di LIBERALIZZAZIONE dei SALDI


“Sembra che tra i provvedimenti di liberalizzazione - che dovrebbero costituire larga parte degli interventi per il rilancio della crescita in via di predisposizione da parte del Governo Monti – rientri anche una totale liberalizzazione delle vendite di fine stagione, cosa che consentirebbe ad ogni operatore commerciale di poter decidere in autonomia periodo e durata di effettuazione dei “saldi”. Se così fosse, si perderebbe la specificità dei veri saldi, cioè di offerte particolarmente convenienti, perché appunto riguardanti prodotti a marcata stagionalità, e i nuovi “saldi fai da te” si ridurrebbero, invece, ad una variante del tutto nominalistica della più generale categoria delle vendite promozionali: questo il commento di Federmodaitalia-Confcommercio all’ipotesi di una totale liberalizzazione dei saldi contenuta nella bozza del provvedimento sulle liberalizzazioni.

 

A far le spese dei “saldi fai da te” e della politica del “sempre in sconto” – prosegue la nota - sarebbero, anzitutto, la qualità dei prodotti offerti, la trasparenza del mercato, la reale convenienza delle offerte. Non se ne comprende la ragione. Anche perché la stagionalità dei veri saldi è divenuta un’occasione importante tanto per i consumatori, quanto per le imprese del settore moda. Ed è peraltro lo svolgimento di questi veri saldi in ben determinati periodi stagionali ad alimentare anche importanti flussi di turismo da shopping, come avviene in tanti altri Paesi europei. Soprattutto se, come definito quest’anno per la prima volta, la data di avvio delle vendite in saldo è la medesima per tutto il territorio nazionale.

Appare quindi evidente che la politica commerciale del “sempre in sconto” non sarà sostenibile da parte delle decine di migliaia di negozi di medie e piccole dimensioni di qualità del settore moda rappresentati da Federmoda.  

Infine, come per la normativa relativa alle liberalizzazioni degli orari, auspichiamo che le Regioni, competenti in materia, promuovano iniziative atte a delegittimare l’applicazione di questo eventuale provvedimento.

 


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17/01/2012homestampa

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