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L'economia a Parma nel 2011: i dati della Camera di Commercio

10/02/2012homestampa

Il Rapporto Congiunturale 2011 mostra il settore del commercio sempre in difficoltà. La piccola distribuzione la più colpita con un -3,8% nell'andamento delle vendite; - 1% per la media


È stato presentato nei giorni scorsi presso la Camera di Commercio di Parma il Rapporto congiunturale 2011: un racconto dei numeri che hanno caratterizzato l’economia nel 2011 e le previsioni per il 2012, attraverso i dati sul sistema imprenditoriale provinciale, sull'export e sui principali indicatori economici (industria manifatturiera, costruzioni, artigianato, commercio).

 

In sintesi il valore aggiunto totale a Parma, secondo le previsioni di Unioncamere Emilia-Romagna e Prometeia, dovrebbe aumentare del 0,9 per cento nel 2011, mentre nel 2012 calerebbe dello 0,1 per cento. Per Emilia Romagna e Italia le previsioni si presentano analoghe a quelle provinciali, rispettivamente +1,0% e +0,7% nel 2011; -0,1% e -0,3% nel 2012.

 

Per quando riguarda nello specifico i nostri settori, il valore aggiunto apportato a Parma dal variegato ramo dei servizi dovrebbe essere cresciuto nel 2010 dell'1,2%. Nel 2011 la crescita sarebbe leggermente inferiore (+0,9) e nel 2012 si dovrebbe fermare (+0,0 per cento).

 

Nel commercio nei primi nove mesi del 2011 si registra una flessione del fatturato dell'1,3% a fronte di una contrazione del 0,7% dei primi nove mesi del 2010. I segnali che giungono da questo settore sono, dunque, ancora negativi. Prosegue, infatti, la serie di trimestri che riportano variazioni tendenziali negative. Il trimestre che ha determinato l’inversione di tendenza è stato il secondo trimestre 2008, che con -0,7%, ha separato un lungo periodo positivo (dal quarto trimestre del 2005 al primo trimestre del 2008, con la sola eccezione del 2 trimestre 2007 con -0,1%) dalla successiva serie di trimestri con segno negativo, ancora in corso.

Entrando maggiormente nel dettaglio, va notato come la variazione negativa più intensa nel 2011 si sia registrata nel terzo trimestre. Le vendite al dettaglio stanno risentendo negativamente del riacutizzarsi della crisi a seguito dei problemi che molti paesi sviluppati stanno sperimentando nella gestione del proprio debito sovrano.

La variabile dimensionale sembra essere decisiva nel determinare l’andamento delle vendite: man mano che la dimensione aziendale cresce, l’andamento delle vendite migliora. In particolare la variazione negativa passa da un -3,8% per la piccola distribuzione (1-5 dipendenti) e un -1,0% nel caso della media distribuzione (6-19 addetti) al dato appena positivo +0,2% per la grande distribuzione (oltre 20 dipendenti).

L'analisi per i diversi comparti evidenzia un andamento diversificato. Il commercio al dettaglio dei prodotti alimentari registra una diminuzione dell'1,5%, mentre per le vendite dei prodotti non alimentari la flessione è più accentuata -1,9%. All'interno dei prodotti non alimentari, risultano in particolare sofferenza le vendite dell'abbigliamento ed accessori -2,7% e gli altri prodotti non alimentari -2,4%, mentre per i prodotti per la casa ed elettrodomestici la flessione risulta più contenuta -0,4%. Di segno positivo la variazione media dei primi nove mesi del 2011 per ipermercati, supermercati e grandi magazzini con un +0,6%.

 

Fonte Camera di Commercio di Parma. Per approfondire www.pr.camcom.it


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10/02/2012homestampa

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