Aspetto sempre più sentito in seguito alle liberalizzazioni. Questa mattina il convegno promosso dall'Ente Bilaterale del Commercio dalle 9.30 alle 13.00 presso Cinema Edison
Le politiche di conciliazione nel terziario, e soprattutto nel settore del commercio, mai come oggi sono d’attualità: dopo le ultime liberalizzazioni il mondo del commercio è diventato particolarmente sensibile al rapporto vita-lavoro. Partendo da queste considerazioni l’EBC, l’Ente Bilaterale per il Commercio, promuove per il 7 giugno il convegno “Vita e Lavoro al giusto ritmo” (Cinema Edison, Parma ore 9.30).
«L’importanza di questo incontro non risiede solo nel confronto e nella discussione - spiega Francesca Balestrieri, Segretario Provinciale Filcams CGIL di Parma - ma anche nella possibilità di conoscere gli strumenti legislativi che possono risultare utili in questo campo».
Gli interventi che si alterneranno durante il convegno saranno tutti sulla stessa lunghezza d’onda: servono misure, sia in termini di servizi, sia in termini di riprogrammazione degli orari, per portare avanti una politica di conciliazione che è necessaria non solo per il lavoratore, ma anche per le stesse aziende.
Le istanze da prendere in considerazione saranno illustrate dai rappresentanti di tutte le parti sociali: interverranno i segretari nazionali, che si occupano di conciliazione all’interno di CGIL, CISL e UIL, i rappresentanti di Confcommercio e dell’EBC e alcuni responsabili di aziende; non ultime le autorità, con rappresentanti di Provincia e Regione.
«Le tematiche verranno affrontate portando alla luce esperienze già fatte, in termini di conciliazione vita-lavoro, in grandi aziende. Da qui - continua Balestrieri - si dovrà prendere spunto per varare progetti territoriali che permettano anche alle piccole imprese di muoversi nella giusta direzione. Gli strumenti legislativi ci sono: la Legge 53 del 2000 prevedeva specifiche misure per la conciliazione, poi finite nel vuoto per mancanza di finanziamenti. Ora questi finanziamenti sono disponibili e per questo è urgente che si ricominci a parlarne».
In concreto, parlare di conciliazione, vorrebbe dire: erogazione di servizi alla persona e alla famiglia, maggior numero di contratti part-time, flessibilità degli orari di lavoro e, con una particolare attenzione, politiche per la promozione dell’occupazione femminile.
«La conciliazione è stata considerata inizialmente in una prospettiva prevalentemente femminile - conclude Graziano Mazzoli, presidente EBC - Oggi invece riflettere sulla conciliazione significa mettere a punto nuovi strumenti a livello di politica pubblica o aziendale anche a livello territoriale, per contribuire a creare un’economia più flessibile e a migliorare la vita in generale dei lavoratori e delle famiglie. La conciliazione famiglia-lavoro è un tema complesso, articolato e in costante evoluzione, ma che incide non solo sulla vita personale del lavoro, avendo un suo influsso anche sulla produttività, sul clima aziendale e sulla qualità del lavoro stesso».