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Vita e Lavoro al giusto ritmo. Le politiche di conciliazione nel Terziario

07/06/2012homestampa

Aspetto sempre più sentito in seguito alle liberalizzazioni. Questa mattina il convegno promosso dall'Ente Bilaterale del Commercio dalle 9.30 alle 13.00 presso Cinema Edison


Le politiche di conciliazione nel terziario, e soprattutto nel settore del commercio, mai come oggi sono d’attualità: dopo le ultime liberalizzazioni il mondo del commercio è diventato particolarmente sensibile al rapporto vita-lavoro. Partendo da queste considerazioni l’EBC, l’Ente Bilaterale per il Commercio, promuove per il 7 giugno il convegno “Vita e Lavoro al giusto ritmo” (Cinema Edison, Parma ore 9.30).

«L’importanza di questo incontro non risiede solo nel confronto e nella discussione - spiega Francesca Balestrieri, Segretario Provinciale Filcams CGIL di Parma - ma anche nella possibilità di conoscere gli strumenti legislativi che possono risultare utili in questo campo».

Gli interventi che si alterneranno durante il convegno saranno tutti sulla stessa lunghezza d’onda: servono misure, sia in termini di servizi, sia in termini di riprogrammazione degli orari, per portare avanti una politica di conciliazione che è necessaria non solo per il lavoratore, ma anche per le stesse aziende.

Le istanze da prendere in considerazione saranno illustrate dai rappresentanti di tutte le parti sociali: interverranno i segretari nazionali, che si occupano di conciliazione all’interno di CGIL, CISL e UIL, i rappresentanti di Confcommercio e dell’EBC e alcuni responsabili di aziende; non ultime le autorità, con rappresentanti di Provincia e Regione.

«Le tematiche verranno affrontate portando alla luce esperienze già fatte, in termini di conciliazione vita-lavoro, in grandi aziende. Da qui - continua Balestrieri - si dovrà prendere spunto per varare progetti territoriali che permettano anche alle piccole imprese di muoversi nella giusta direzione. Gli strumenti legislativi ci sono: la Legge 53 del 2000 prevedeva specifiche misure per la conciliazione, poi finite nel vuoto per mancanza di finanziamenti. Ora questi finanziamenti sono disponibili e per questo è urgente che si ricominci a parlarne».

In concreto, parlare di conciliazione, vorrebbe dire: erogazione di servizi alla persona e alla famiglia, maggior numero di contratti part-time, flessibilità degli orari di lavoro e, con una particolare attenzione, politiche per la promozione dell’occupazione femminile. 

«La conciliazione è stata considerata inizialmente in una prospettiva prevalentemente femminile - conclude Graziano Mazzoli, presidente EBC - Oggi invece riflettere sulla conciliazione significa mettere a punto nuovi strumenti a livello di politica pubblica o aziendale anche a livello territoriale, per contribuire a creare un’economia più flessibile e a migliorare la vita in generale dei lavoratori e delle famiglie. La conciliazione famiglia-lavoro è un tema complesso, articolato e in costante evoluzione, ma che incide non solo sulla vita personale del lavoro, avendo un suo influsso anche sulla produttività, sul clima aziendale e sulla qualità del lavoro stesso».


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07/06/2012homestampa

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