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Fipe Parma aderisce alla protesta regionale: "Rottamiamo i buoni pasto!"

20/07/2012homestampa

Si ribadiscono le criticità del sistema dei Buoni Pasto, che si traducono in un onere diretto sulle imprese. E’ tempo di passare ai fatti: cambiamo le regole


La FIPE Confcommercio di Parma interviene sul tema dei Buoni Pasto, chiedendo a gran voce la rottamazione di un servizio che ha gravato, negli ultimi anni, sulla gestione dei pubblici esercizi, producendo distorsioni del mercato ed una situazione economicamente insostenibile per le imprese.

«Si è creata la situazione, ormai insostenibile – commenta Ugo Romani, Presidente Fipe Parma – per cui i pubblici esercizi, volenti o nolenti, vengono caricati dei costi delle scontistiche concesse dalle Società emettitrici ai committenti pubblici dei Buoni Pasto all’atto delle gare».

«Negli ultimi dieci anni – precisa Romani – abbiamo denunciato pubblicamente e in più occasioni le criticità del sistema nazionale dei Buoni Pasto, cercando al tempo stesso di trovare soluzioni concrete che permettessero ai  nostri operatori di continuare ad offrire questo servizio».

Sono questi i principali contenuti del Manifesto Buoni Pasto sottoscritto da tutte le FIPE dell’Emilia Romagna, di cui sarà data ampia diffusione presso tutti i Pubblici Esercizi associati sul territorio regionale: una forma di protesta voluta per ribadire le criticità del sistema dei Buoni Pasto, che si traducono in un onere diretto sulle imprese.

«Proseguiamo – dichiara Ugo Romani – nella nostra battaglia per far conoscere all’opinione pubblica la realtà dei fatti e per il rispetto del lavoro dei nostri pubblici esercizi associati, ormai esasperati da un fenomeno che si è trasformato in un vero e proprio ricatto. Per questo chiediamo di intervenire radicalmente sul sistema attuale dei Buoni Pasto, per riscriverne le regole di funzionamento e restituire il giusto valore a questo servizio».

La FIPE in questi anni ha denunciato le gare al ribasso, i ritardi nei pagamenti, l’aumento delle spese di gestione e delle commissioni, procedendo anche con ricorsi all’Autority sui contratti.

«Oggi – aggiunge Romani – crediamo siano venute meno le condizioni per proseguire nel confronto intrapreso in questi anni con le Società emettitrici. Siamo stanchi di dover sottostare ad un sistema di regole che non ci è dato di modificare e che svilisce il lavoro di tutti i nostri esercenti».

«I  Buoni Pasto – conclude il Presidente Fipe Parma – non sono un obbligo, e non dovranno mai diventare una moneta di scambio. In questo momento di delicata congiuntura economica i Buoni Pasto finiscono solamente per aggravare i problemi di liquidità delle nostre imprese, offrendo margini di manovra al sommerso, che noi rifiutiamo».


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20/07/2012homestampa

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