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Il centro storico di Parma ha bisogno di accessibilità, riqualificazione e qualità commerciale

10/10/2012homestampa


Antiche botteghe e commercianti costretti a chiudere, negozi sfitti. L’inchiesta apparsa ieri sulla Gazzetta di Parma descrive una situazione molto preoccupante del centro storico della nostra città. Una realtà che sicuramente è la conseguenza di una stagione di crisi profonda dell’economia, ma che trova le sue radici anche in altre ragioni contingenti che vanno ad aggravare ulteriormente la situazione.

 

Nel centro storico di Parma negli ultimi anni infatti una serie di fattori - dai varchi elettronici al continuo aumento del costo dei parcheggi in struttura da un lato e dall’altro la carenza degli stessi in alcune aree specifiche della città -  ha creato una miscela dannosa che ha aperto un solco visibile tra cliente e negozio. Non ultimo anche i blocchi del traffico, un provvedimento che non può risolvere il problema dell’inquinamento, e che piuttosto incide ulteriormente sull’accessibilità del centro città. Risultato: oggi lungo gli assi principali del centro di Parma si contano 81 negozi sfitti.

 

Ascom Parma come Associazione di categoria è già intervenuta più volte per portare all’attenzione delle varie amministrazioni queste gravose problematiche. Nello specifico, già da tempo sta chiedendo di potenziare i parcheggi limitrofi al centro storico, anche a raso - basti pensare che oggi il numero dei parcheggi a disposizione del centro sono numericamente la metà rispetto a quelli in struttura che servono i centri commerciali della periferia - e di spegnere i varchi elettronici al sabato, la domenica mattina e nei giorni feriali dalle 18.30, in quest’ultimo caso per agevolare il raggiungimento dei ristoranti che si trovano in centro città. Per quanto concerne l’inquinamento la strada migliore sarebbe invece quella di incentivare l’utilizzo di veicoli a basso impatto ambientale e studiare progetti innovativi di mobilità sostenibile.

Ciò di cui la città oggi ha bisogno non sono provvedimenti fini a se stessi, piuttosto di una vera strategia a lungo termine in grado di rispondere alle diverse necessità, e di mettere in atto politiche strutturali vere ed efficaci.

 

È questo nuovo modo di pensare la città e di far vivere il centro storico che proponiamo alla nuova Amministrazione di Parma, una politica di “apertura” e di investimenti in progetti di rilancio e rivitalizzazione. Sostenere il centro storico non vuol dire solo salvaguardare l’occupazione e mantenere intatto il suo tessuto imprenditoriale, fatto soprattutto di piccole e medie imprese a conduzione famigliare; mantenere vivo e attraente un centro storico significa anche avere un ritorno economico perché da un lato un centro vivo e attraente stimola il turismo e dall’altro rappresenta un naturale presidio territoriale, tiene lontana la criminalità e evita di conseguenza ulteriori costi legati al mantenimento della sicurezza pubblica.

 

Non chiediamo il ritorno ad un’apertura indiscriminata, ma crediamo che una migliore accessibilità ed un progetto complessivo di riqualificazione, siano gli elementi fondamentali dai quali dipende la non desertificazione del centro storico. E’ questo che richiedono gli stessi operatori, come emerso per altro dalla stessa inchiesta apparsa ieri sul giornale. 


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10/10/2012homestampa

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