Gli effetti che questa norma genera sul comparto distributivo avranno pesanti e inevitabili conseguenze per le imprese
Cambiano le regole all'interno della filiera agroalimentare, dal produttore fino agli scaffali del supermercato: viene previsto l'obbligo di forma scritta per i contratti tra imprese e fornitori; vengono fissati i termini di pagamenti a 30 giorni per le merci deperibili, a 60 giorni per gli altri prodotti dal ricevimento della fattura mentre a vigilare sulla corretta applicazione delle nuove regole sarà l'autorità Antitrust. Queste in sintesi le novità introdotte dall’articolo 62, in vigore da ieri e contenuto nel pacchetto delle liberalizzazioni del governo, cui Ascom Parma, attraverso le parole del presidente nazionale Carlo Sangalli, ribadisce la propria contrarietà:
"Gli effetti che questa norma genera sul comparto distributivo, disincentivando l'apertura di nuovi punti vendita e portando alla chiusura molti esercizi commerciali, si ripercuotono pesantemente sul mercato immobiliare e più in generale, sull'intero indotto. Non da ultimo le nuove regole dell’articolo 62 non faranno che una moltiplicare degli oneri amministrativi in carico alle imprese con conseguente lievitazione dei costi. In particolare l'obbligo di pagamento entro 30 o 60 giorni avrà pesanti e inevitabili conseguenze per le imprese incidendo sull'equilibrio finanziario a causa del venir meno di importanti flussi di liquidità e determinando, di fatto, un sostanziale blocco degli investimenti in nuovi punti vendita. Tutto questo in un momento in cui le imprese registrano ancora forti difficoltà per l'accesso al credito bancario. ".
Queste stesse contrarietà sono state infine evidenziate anche all’interno di una lettera congiunta di Confcommercio e altre Associazioni di Categoria inviata al presidente del Consiglio Mario Monti e ai ministri Mario Catania (Politiche agricole) e Corrado Passera (Sviluppo economico).