In questo contesto di debolezza ulteriori pesanti effetti a carico dei consumi e degli investimenti, delle imprese e dell’occupazione
Sull'aumento Iva previsto dal Governo, Ugo Margini presidente Ascom Parma e vicepresidente Confcommercio nazionale ribadisce: «Il peso della pressione fiscale è divenuto insostenibile anche per le imprese e anche il recente intervento su Iva e Irpef non avrà altro che un ulteriore effetto recessivo. La scelta di aumentare l’Iva del 10 per cento all’11 per cento e dell’aliquota Iva del 21 per cento al 22 per cento genererà in questo contesto di debolezza ulteriori pesanti effetti a carico dei consumi e degli investimenti, delle imprese e dell’occupazione. Anche la contestuale riduzione di un punto dell’aliquota Irpef sui primi due scaglioni di reddito non potrà compensare questi effetti, poiché l’aumento dell’Iva andrà ad incidere soprattutto sulle famiglie con meno disponibilità. Senza dimenticare che l’aumento dell’aliquota Iva dal 10% all’11% penalizzerà molti prodotti alimentari e la competitività della nostra offerta turistica. Insomma un provvedimento che non gioverà di certo alla crescita».