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Economia parmense, un 2012 di sofferenza. Lo rivela il Rapporto della CCIAA

31/01/2013homestampa

Dallo scenario economico globale, all'economia della provincia di Parma, la crisi non si arresta. Lo confermano i dati della Camera di Commercio sui primi 9 mesi del 2012.


La Camera di commercio ha presentato il rapporto economico che riguarda l'andamento dei primi 9 mesi del 2012.

L'andamento congiunturale analizzato nel rapporto si basa sul trend dei primi 3 trimestri: l’indagine Unioncamere della congiuntura manifatturiera per Parma ha interessato un campione di circa 250 imprese, mentre quella sul commercio ha coinvolto un campione di circa 150 imprese.

L'analisi dell'export si basa sui dati Istat che coinvolgono la totalità delle imprese provinciali, mentre il sistema imprenditoriale è studiato in base alle movimentazioni del Registro delle imprese.

Come per l'economia italiana, anche per quella di Parma si può parlare di recessione. Il dato significativo è quello del valore aggiunto totale  che a Parma, nel 2012, dovrebbe diminuire in termini reali del 2,5 per cento, in controtendenza rispetto alla crescita dell'1,2 per cento del 2011.

 

Ma, al di là della flessione, è da sottolineare che il livello reale del valore aggiunto atteso per il 2012 è inferiore del 6,9 per cento rispetto a quello del 2007, quando la crisi non era ancora iniziata.

Ogni commento sulle performances dell’economia della nostra provincia nel 2012 non può prescindere dal quadro nazionale ed internazionale: anche a livello globale gli scenari non sono rassicuranti: il Fondo Monetario Internazionale ha infatti ridotto le sue previsioni per la crescita mondiale. Secondo il World Economic Outlook la ripresa globale sarà più graduale di quella prevista ad ottobre 2012: l'economia mondiale crescerà nel 2013 del 3,5% contro il 3,2 per cento del 2012. Senza contare che le manovre di austerità in atto in Europa sono destinate ad aggravare le tendenze recessive.   

 

Uno sguardo particolare al commercio...

Le vendite del commercio al dettaglio hanno accusato una flessione del 5,8 per cento, in peggioramento rispetto alla contrazione del 1,7 per cento registrata nell'anno 2011. La variazione negativa passa da un -8,1 per cento per la piccola distribuzione (1-5 dipendenti) e un -6,7 per cento nel caso della media distribuzione (6-19 addetti) al -1,9 per cento per la grande distribuzione (oltre 20 dipendenti).

Il commercio al dettaglio dei prodotti alimentari registra una caduta del 6,8 per cento, e le vendite dei prodotti non alimentari calano del 6,7 per cento. Per entrambi i comparti le diminuzioni segnalate sono in aumento rispetto a quelle del 2011. All'interno dei prodotti non alimentari, risultano in particolare sofferenza le vendite  dell'abbigliamento ed accessori (-8,7 per cento). Appare di segno positivo solo la variazione media dei primi nove mesi del 2012 per ipermercati, supermercati e grandi magazzini (+0,1 per cento).

 

Per approfondire i dati completi, scarica qui le slide del Rapporto CCIAA


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31/01/2013homestampa

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