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Liberalizzazioni degli orari: ideologia o strumento per la crescita?

19/06/2013homestampa

Presentati i risultati di una specifica indagine promossa da EBC (Ente Bilaterale Commercio) e realizzata dall'Istituto IRES (Istituto Ricerche Economiche Sociali)


Dopo più di un anno dalla loro introduzione con il Decreto Salva Italia del precedente governo Monti, l’indagine promossa da EBC (Ente Bilaterale del Commercio) e realizzata da IRES (Istituto Ricerche Economiche Sociali Emilia Romagna) fa il punto sull’impatto e gli effetti che le liberalizzazioni degli orari hanno avuto sul sistema imprenditoriale del terziario, nel nostro territorio. Risultati, analisi e opinioni sono stati portati a dibattito nel corso della tavola rotonda che si è svolta mercoledi 19 giugno, a partire dalle 10,  presso la sede ASCOM di Parma, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti del mondo imprenditoriale e sindacale, ma anche testimoni “alternativi”, per cercare di analizzare la questione anche da punti di vista diversi come ad esempio l’aspetto  sociale o religioso inevitabilmente legati, in particolare, alla questione delle aperture domenicali.

Hanno partecipato

Angela Calò – Presidente EBC Parma

Davide Dazzi – Ricercatore IRES

Cristina Mazza – Direttore Area Organizzativa Ascom

Francesca Balestrieri – Segretario Provinciale Filcams Cgil

Giusy Montemurro – Uiltucs Uil

Don Andrea Volta – Diocesi di Parma

Giorgio Triani – Sociologo

Moderatrice: Glenda Pelosi  

LA RICERCA IRES IN SINTESI

La ricerca si compone di quattro principali macro aree di analisi:

1)      PARTE QUALITATIVA risultato delle interviste condotte a testimoni privilegiati sul tema delle liberalizzazioni ed il loro impatto sull’economia, sul lavoro e sul territorio della provincia di Parma, quali i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali, per la parte relativa ai sindacati dei lavoratori, e i rappresentanti di Associazioni di Categoria e Cooperative per la parte datoriale.

2)      PARTE QUANTITATIVA, fornisce una panoramica su alcuni dati economici di Parma e provincia: fotografia delle imprese, andamento dei consumi, occupazione.

3)      Parte dedicata AI RISULTATI DELL’INDAGINE elaborata su oltre 600 questionari raccolti principalmente in formato cartaceo, tra le attività commerciali del territorio: dai piccoli negozi dei centri storici alla grande distribuzione organizzata.

4)      CONCLUSIONI La rassegna statistica percorsa all’interno del rapporto evidenzia come il 2012, anno di avvio delle liberalizzazioni, non abbia segnato alcuna inversione di tendenza rispetto al crollo delle vendite già rilevato alla fine del 2011 ma, al contrario, abbia registrato, un ulteriore contrazione delle quantità vendute. Il crollo delle vendite, conseguentemente, si è tradotto in una contrazione degli esercizi commerciali e contemporaneamente, la domanda di lavoro non riparte.  Inoltre mediamente è emerso che:

  • Le liberalizzazioni non hanno creato occupazione ma al contrario generato un servizio scarso ai consumatori
  • La tipologia di esercizio impatta sulla qualità del lavoro: è il piccolo negozio che garantisce un miglior ambiente e una maggiore qualità del lavoro rispetto alla gdo.
  • Chi lavora sotto stress passa dal 63% nella GDO cooperativa al 33% nei negozi a conduzione famigliare

L’analisi dei risultati emersi, da cui sembra emergere come il processo di liberalizzazione degli orari delle attività commerciali non abbia prodotto alcun effetto in termini di aumento delle vendite, incremento dell’occupazione e sviluppo imprenditoriale, è stato quindi lo spunto di un ampio e articolato dibattito che ha affrontato oltre alle problematiche economiche anche quelli sociali.

Consulta la ricerca nella sezione sotto "Documenti scaricabili"


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19/06/2013homestampa

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