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Presentati i risultati della periodica indagine sulla microcriminalità di Ascom Parma

11/07/2013homestampa

12 domande per tracciare un quadro della percezione del livello di sicurezza nel nostro territorio


La sicurezza, argomento all’ordine del giorno anche nella nostra città, è una questione importante che preoccupa cittadini, commercianti, amministratori e responsabili dell’ordine pubblico. Con queste premesse Ascom Parma Confcommercio Imprese per l’Italia presenta oggi i risultati della periodica indagine provinciale sulla criminalità, giunta quest’anno alla sua 9° edizione, con l’obiettivo di monitorare  il livello di sicurezza percepito dagli operatori commerciali del territorio, nonché   rilevare

eventuali segnali «anomali» di presenze criminali sul territorio, nei nostri settori.

MODALITA’ DI RILEVAZIONE DATI

Attraverso una doppia indagine realizzata in forma rigorosamente anonima - una telefonica, l’altra costituita dalla compilazione spontanea di questionari depositati presso le sedi territoriali Ascom -  sono state intervistate oltre 500 attività del territorio operanti nel terziario (commercio turismo e servizi).

La forma rigorosamente anonima, criterio che è alla base della ricerca, tende a garantire la possibilità di emersione anche di fatti criminosi non denunciati o di situazioni particolarmente gravi che solo nella garanzia dell’anonimato possono essere più facilmente rilevate. A tale proposito, fortunatamente, non sono emersi significativi segnali di situazioni legate a fenomeni criminosi più gravi quali usura, pizzo organizzato, etc… ancorché gli stessi siano in aumento rispetto alla precedente edizione: 8% (40 unità) di soggetti che hanno subito minacce o intimidazioni contro il 4% (25 unità) del 2010.

I RISULTATI IN SINTESI

La situazione in termini di percezione di sicurezza nel nostro territorio è giudicata mediamente meno  tranquilla rispetto alla precedente edizione del 2010. Il 48,7% % degli intervistati giudica infatti la situazione “seria”, il 40% la giudica “tranquilla” mentre l’11% la considera “grave”.

Dall’analisi delle risposte raccolte, si evidenzia come, tra i fenomeni di criminalità più diffusi, vi siano, in linea con l’andamento registrato nella precedente edizione, furti e atti di vandalismo. Da segnalare tuttavia un aumento, rispetto al 2010, di fenomeni legati allo spaccio di droga e agli scippi.

Appare inoltre significativo il fatto che le risposte fornite dal questionario derivino in parte anche da esperienze dirette, positive o negative, degli operatori intervistati, cosi come è altrettanto importante evidenziare, come accennato in precedenza, che vi sia una bassa percentuale di soggetti che dichiarino di aver subito minacce o intimidazioni.

Quello che emerge è dunque una situazione mediamente meno tranquilla rispetto a tre anni fa (79% è la percentuale di coloro che ritengono la criminalità aumentata rispetto al 2010)  che deve tenere conto di una valutazione insufficiente relativamente alle possibilità di intervento delle Forze dell’Ordine, per le quali si ritiene indispensabile un rafforzamento degli organici, considerato dalla maggior parte degli intervistati ormai inadeguato rispetto alle necessità attuali. Il 62% degli operatori ritiene, infatti, che questo sia il mezzo più efficace per migliorare la sicurezza.

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11/07/2013homestampa

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INDAGINE CRIMINALITà 2013
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