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Tares: l'ennesima batosta per imprese e famiglie

25/09/2013homestampa

la Tares sarà l’ennesima batosta per imprese e famiglie e lo sarà ancor di più se non verrà modificata sulla base delle richieste che le Associazioni di categoria hanno avanzato all’Amministrazione


Le imprese sono ormai all’ingorgo fiscale e il peso delle imposte ha superato di gran lunga il limite del 60 % dei redditi, senza contare il peso della burocrazia che ha raggiunto il record di 168 adempimenti annui per ogni singola unità produttiva. La Tares è quindi l’ennesima stretta ad un sistema imprenditoriale che già soffoca, addirittura una beffa se si considera che di fatto obbliga i Comuni ad addebitare a cittadini e imprese i costi per  i servizi (come illuminazione, cura del verde, spazzamento ecc) quasi come se prima questi costi non fossero mai stati pagati! Alla beffa si aggiunge il danno della indeducibilità dell’Iva che si traduce in ulteriori aumenti per le migliaia di imprese che già pagano caro lo smaltimento dei rifiuti, anche in rapporto ad aree che non ne producono. Senza aggiungere poi gli ulteriori costi per la raccolta di rifiuti speciali e differenziati.

Ascom e Confesercenti, nella totale mancanza di informazioni, hanno avanzato all’Amministrazione Comunale un’urgente richiesta di incontro relativa alla bozza di regolamento Tares, incontro svoltosi solo poche ore prima della discussione in Consiglio Comunale e  nell’ambito del quale sono state presentate le osservazioni per la modifica di una serie di provvedimenti fortemente penalizzanti per molti nostri settori (come pubblici esercizi, ambulanti ecc…) che in alcuni casi prevedevano addirittura il raddoppio della tariffa rifiuti (in caso ad esempio di occupazione suolo pubblico per attività di pubblico esercizio e in occasione di feste e mercati di via),  oltre ad una sostanziale riduzione dei benefici  tariffari in caso di protratta chiusura di strade per cantieri e  lavori stradali. In seguito, abbiamo quindi positivamente registrato la scelta dell’Amministrazione Comunale di ritirare la delibera in virtù dell’apertura di un tavolo di confronto con l’obiettivo di approfondire insieme alle Associazioni di categoria le problematiche di cui sopra.

Occorre infatti trovare soluzioni che non colpiscano più le aziende.

A Parma tutte le aliquote sono al massimo, la crisi dei consumi sta falcidiando migliaia di imprese e migliaia di cittadini fanno fatica ad arrivare a fine mese; auspichiamo pertanto che il Comune riveda il regolamento Tares sulla base delle modifiche da noi suggerite, affinché si trovino soluzioni che non vadano a gravare su una situazione economica e sociale già di per sé molto difficile.


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25/09/2013homestampa

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