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No all'abusivismo nei settori locali da ballo e pubblici esercizi

07/10/2013homestampa

Una conferenza stampa indetta dal Silb per fare chiarezza sulle norme che regolano il settore e sul costante e preoccupante proliferare dei fenomeni di abusivismo.


E’ prendendo spunto da recenti articoli pubblicati sui media locali che il Silb Parma, aderente ad Ascom (Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da ballo e di spettacolo) ha indetto una conferenza stampa con l’obiettivo più ampio di fare chiarezza sulle norme che regolano il settore e sul costante e preoccupante proliferare dei fenomeni di abusivismo. Molto spesso infatti si legge di risse, di spaccio di droga e di fenomeni connessi avvenuti all’interno di locali che troppo superficialmente vengono definiti con il termine di “discoteche” quando in realtà si tratta di attività non definibili come tali, ma per lo più riconducibili a circoli privati.

Un’annosa questione sulla quale il nostro sindacato si batte da tempo.

In primo luogo occorre chiarire infatti che tali attività non devono e non possono essere comparate ai normali locali notturni che, al contrario, svolgono attività regolare nel pieno rispetto della normativa vigente. Anzi, sono proprio le aziende regolari ad essere danneggiate sia economicamente che nell’immagine dal proliferare di questi cosiddetti “circoli privati”.

“Le aziende di pubblico spettacolo associate al Silb  - spiega Ernesto Mendola, presidente Silb Parma - esercitano la propria attività in forza del rilascio di specifiche autorizzazioni per ottenere le quali servono severi requisiti strutturali e alte dotazioni di sicurezza, quali uscite di sicurezza, estintori, illuminazione d’emergenza, utilizzo di materiali ignifughi ecc ecc... Pertanto lo svolgimento di intrattenimenti in locali non autorizzati espone gli avventori a pericoli anche per la propria sicurezza. I locali certificati invece possono offrire uno standard di sicurezza ai massimi livelli. In assenza di queste misure e di questi controlli non sono rilasciate le autorizzazioni indispensabili per poter organizzare trattenimenti danzanti. Continuiamo a ripetere che solo nelle discoteche dove  si rispettano le normative vigenti e lavora personale qualificato, è garantito il divertimento in sicurezza.”

Per questo il Silb da anni combatte tutte le forme di abusivismo impegnandosi a verificare che sul territorio gli eventi vengano svolti da operatori qualificati e nel rispetto delle normative vigenti. Diversamente, è cura del sindacato stesso segnalare alle autorità di controllo gli eventuali e potenziali abusi e rischi per la sicurezza e l’incolumità delle persone, come peraltro sempre fatto negli ultimi anni. La provincia di Parma è infatti quella che ha registrato il più alto numero di esposti e di segnalazioni di presunta attività abusiva.

“E’ per i motivi sopra detti – continua Mendola -  che il Silb Parma lancia il proprio grido d’allarme invitando, ancora una volta, le autorità di controllo a svolgere le necessarie verifiche presso i locali che fanno intrattenimento danzante senza autorizzazione sia per la tutela degli interessi commerciali dei locali “in regola” ma anche e soprattutto per assicurare agli avventori un divertimento sicuro e responsabile.”

Al grido d’allarme lanciato dal Silb si unisce oggi anche quello di Fipe Parma(Federazione Italiana Pubblici Esercizi)  aderente ad Ascom che interviene per sostenere la lotta portata avanti contro l’abusivismo.

“Anche Fipe Parma non è nuova a questo tipo di iniziative.  – aggiunge Ugo Romani, presidente Fipe Parma - Da anni la nostra federazione si batte per la tutela dei diritti della categoria rappresentata, troppo spesso vittima della concorrenza sleale di circoli, agriturismi, e attività di somministrazione non in regola. Il dilagare di questa situazione  ha messo in seria difficoltà’ le attività di noi ristoratori e pubblici esercizi generando un profondo senso di frustrazione che si accompagna, oltre al danno economico, anche al danno di immagine. Fatte queste premesse e tenendo conto delle forti difficoltà  che anche il nostro settore sta attraversando, non possiamo più permetterci che l’attività svolta da soggetti privati che si improvvisano ristoratori, ci sottragga mesi di lavoro.”

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