È stata presentata la ricerca di mercato “Una notte a Parma. Gli affitti brevi a Parma: dinamiche, impatti e prospettive”, promossa dal C.S.T. Parma (E.B.U.R.T.) in collaborazione con E.B.C. Parma, nella splendida cornice del Complesso di San Paolo.
L’indagine, curata dall’istituto Ires Emilia Romagna, ha analizzato da vicino il fenomeno degli affitti brevi sul territorio provinciale, che tra il 2015 e il 2024 ha registrato una crescita straordinaria, superando il +219% di annunci sulle principali piattaforme online.
Gli annunci di Airbnb nella provincia di Parma sono passati infatti da 445 nel 2015 a 1.422 nel 2024, con un incremento del +219,6% in nove anni, in linea con quanto osservato nelle altre province e nel contesto regionale. Come nel resto del territorio dell’Emilia-Romagna, la maggior parte degli annunci si concentra nel comune capoluogo.

Al di fuori di Parma, si registrano comunque numeri significativi a Salsomaggiore Terme (66 annunci nel 2024) e Borgo Val di Taro (34). Nel complesso, i comuni montani raccolgono il 12,7% (180) del totale degli annunci provinciali, in lieve diminuzione rispetto al 15,8% del 2020, con una crescita più contenuta (+5,9%) rispetto ai comuni di collina (+22,7%) e soprattutto di pianura (+41,8%).

Nel capoluogo, nel 2024, il 56,4% degli annunci si concentra in due aree principali: Parma Centro (42,7%, con un passaggio da 109 a 338 annunci tra il 2015 e il 2024) e Oltretorrente (13,8%, da 37 a 125), registrando una crescita complessiva di circa il +240% nel periodo considerato. Seguono, con quote rilevanti, San Leonardo (7,8%, da 26 a 71 annunci), Lubiana (6,7%, da 20 a 61) e Pablo (8%, da 19 a 73), anch’essi in crescita significativa.

A seguito della presentazione dei dati da parte del ricercatore Davide Dazzi, si è svolta una tavola rotonda moderata da Aldo Giammella, vicecoordinatore del Cst Parma, che ha visto il confronto tra il direttore del Gruppo Confcommercio Parma, Claudio Franchini, il segretario generale della Filcams CGIL Parma, Maurizio Miati, e il presidente di Federalberghi Parma, Emio Incerti, sul tema degli affitti brevi e del loro impatto su turismo e commercio locale.
«Il fenomeno degli affitti brevi sta producendo effetti sempre più evidenti sul centro storico di Parma. Se da un lato rappresenta un’opportunità legata alla crescita dei flussi turistici, dall’altro sta determinando una progressiva riduzione dei residenti e della clientela per il commercio tradizionale, con ricadute negative sulla rete dei negozi di prossimità e un’eccessiva concentrazione dell’offerta verso ristorazione e bar. È necessario ristabilire un equilibrio attraverso una regolamentazione adeguata, come quella prevista dalla proposta di legge regionale, che riteniamo equilibrata e capace di governare un fenomeno ormai strutturale. In altri contesti, come le aree montane, gli affitti brevi possono invece rappresentare una risorsa importante in assenza di adeguata offerta alberghiera», ha dichiarato Claudio Franchini, direttore di Confcommercio Parma.
Emio Incerti, presidente Federalberghi Parma: «Gli affetti brevi rappresentano un limite quando la loro gestione è incontrollata. Non è accettabile dover subire la concorrenza di chi non deve sottostare ai nostri stessi obblighi. Gli alberghi sono infatti sottoposti a controlli costanti mentre il resto pare spesso “lasciato al caso”. Questo scenario di scarsa regolamentazione comporta ricadute rilevanti anche sul mercato del lavoro, dove si riscontrano diffuse forme di irregolarità contrattuale e condizioni occupazionali non adeguatamente tutelate».
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