analytics

Ti trovi in: Home > COMUNICATI STAMPA > Caro carburanti, intervento FIGISC Parma

Caro carburanti, intervento FIGISC Parma

11/03/2026

logo FIGISC Parma 800x600

«In una fase segnata da tensioni geopolitiche così forti ogni aumento delle quotazioni internazionali si riflette rapidamente sui prezzi interni». Daniele Bernazzoli, Presidente dei distributori carburanti FIGISC aderente a Confcommercio Parma, spiega così l’aumento dei carburanti registrato in questi giorni. «I gestori di carburante operano in un mercato estremamente instabile, dove trasparenza e stabilità sono fondamentali per tutelare imprese e consumatori. Dopo la guerra in Ucraina gli approvvigionamenti di greggio sono stati diversificati: prima gli acquisti erano concentrati soprattutto nell’est Europa, oggi arrivano da più Paesi del mondo, ma finché ci saranno problemi in uno snodo strategico come lo Stretto di Hormuz è difficile prevedere come evolveranno i prezzi del carburante alla pompa, per i quali prevediamo cospicui aumenti» ricordando che si tratta comunque di dinamiche globali «talmente grandi che è difficile riuscire a controllarle».

Infatti, come segnalato da Staffetta Quotidiana, punto di riferimento nazionale per l’informazione sul settore energetico, gli attuali listini non riflettono ancora completamente il recente balzo delle quotazioni petrolifere e ulteriori rincari potrebbero arrivare nelle prossime ore o nei prossimi giorni.

Il caro energia rischia però di avere effetti ben più ampi sull’economia. «L’aumento del costo dell’energia non colpisce soltanto i settori più energivori, ma si riflette anche su commercio, servizi e turismo, incidendo sull’operatività quotidiana delle attività economiche e comprimendo i margini – osserva la Direttrice di Confcommercio Parma Cristina Mazza –. Oltre che per le imprese, il rischio è quello di una nuova “stangata” anche per le famiglie: se non adeguatamente supportato dal Governo o dagli enti locali, l’aumento dei carburanti si estenderà a breve anche alle bollette energetiche e ai prezzi dei beni trasportati, con un impatto diffuso sul costo della vita. Questo significa meno potere d’acquisto e consumi più deboli, con ripercussioni dirette anche sui nostri settori».