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Centro commerciale Parma Urban District: la città ha bisogno di questo investimento?

07/02/2020

vittorio

Prendiamo spunto dall’articolo pubblicato oggi sulla Gazzetta di Parma relativamente al Mall per intervenire   in merito alla situazione di stallo relativa alla sua costruzione che si è venuta a creare in seguito alle problematiche di sicurezza legate al PRA (Piano rischio aeroportuale) e al suo adeguamento al regolamento Enac (ente nazionale per l’aviazione civile) cui il Comune deve provvedere.

Si va dunque ad aggiungere un altro importante tassello al dibattito circa gli effetti del Mall, quale quello della sicurezza e dei relativi rischi correlati.

Pur ritenendo questi ultimi fondamentali, in quanto da sempre Ascom ha a cuore in primis la sicurezza della nostra città, dei suoi cittadini, degli imprenditori e/o visitatori, non dobbiamo dimenticare i rischi di desertificazione che la costruzione del centro commerciale Parma Urban District, con le stesse dimensioni del centro storico di Parma, avrà sul nostro territorio in termini sia economici che sociali.

Una scelta preoccupante che in questi anni, in tutti i modi e con tutti i mezzi che la legge ci ha consentito, abbiamo cercato di contrastare in particolare attraverso l’avvio, già nel 2006, di un ricorso al Tar, dal 2013 pendente ancora in  Consiglio di Stato. Ma, come è evidente anche la nostra azione, si è scontrata con i tempi della giustizia italiana e sulla testa di Parma pende così una spada di Damocle circa il destino legato alla costruzione o meno di questa grande “cattedrale commerciale”.

Allora, collegandoci a quanto affermato dal Senatore Aimi nel succitato articolo, la domanda è: per far nascere questa nuova città quale prezzo dovrà pagare Parma? La città necessita di questi investimenti? Noi crediamo di no perché Parma e il suo territorio meritano, invece, di continuare a vivere con il proprio centro storico, i propri paesi e i propri negozi.  Questo perché non c’è città senza commercio e turismo, e non c’è turismo senza commercio. E’ evidente il rischio che la nuova apertura a Baganzola creerà  tanti altri posti vuoti negli spazi commerciali, sia di piccoli imprenditori ma anche di medie e grandi superfici, accelerando così  il trend negativo in atto, con pesanti effetti negativi sia a livello economico che sociale.

In quest’ottica il nostro impegno a tutela del commercio, del turismo e dei servizi non si esaurirà in alcun modo perché se Parma perderà i negozi, rischieremo di perdere Parma per come la conosciamo.

 

Il Presidente Ascom Parma

Vittorio Dall’Aglio