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Federalberghi, Emio Incerti: "Occorrono aiuti concreti, siamo la categoria più colpita"

05/06/2020

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Solo il 10% degli alberghi e hotel è stato attivo tra il periodo di lockdown e il mese di maggio a Parma. Una perdita giornaliera per il sistema locale di oltre 300mila euro al giorno. Lo conferma il presidente di Federalberghi Parma Emio Incerti a Parma Repubblica: "Alcune strutture riapriranno in questi giorni o stanno ancora valutando cosa fare" ma per tanti altri, invece, se ne riparlerà a settembre. L’apertura delle frontiere regionali, da lunedì 3 giugno, è poco significativa perché il turismo tradizionale ancora non c’è. I viaggiatori non si muovono. C’è ancora molta incertezza. Un problema soprattutto per le città d’arte come Parma. Chi doveva muoversi per affari può farlo e poteva farlo anche durante il lockdown. Gli hotel, infatti, sono rimasti attivi anche durante l’emergenza sanitaria ma sono riusciti a rimanere aperti solo quattro o cinque alberghi in città, mentre altre tre strutture si sono convertite e hanno ospitato i pazienti affetti da Covid-19 a Collecchio, Monticelli Terme e Salsomaggiore.

Le prospettive non sono positive. Viviamo di settimana in settimana in base all’evolversi della situazione. Sul turismo tradizionale nei prossimi mesi ci spero poco. Se riapriranno le frontiere nazionali dopo il 15 giugno, potremo sperare in qualche turista straniero che sceglierà Parma come tappa del suo viaggio. Lo spostamento prevalente sarà, infatti, quello in auto e si spera che, come gli altri anni, Parma possa essere tra le mete di passaggio. Abbiamo una buona notizia, la fiera del camper a settembre si farà e si spera anche per altri eventi in autunno. Questi ci fanno sperare per una ripartenza di tutto il sistema economico del territorio. Per il turismo tradizionale invece sarà ancora lontana la possibilità per pullman e gruppi di fare visita alla città. Credo dovremo aspettare la primavera del 2021. È vero che sono ripartiti alcuni eventi di Parma 2020, ma è tutto molto incerto su come risponderanno le persone. Dobbiamo riformulare gli spazi comuni, ma anche altri servizi. Penso ai buffet, le colazioni che non potranno più essere come prima: il cliente non potrà servirsi da solo ma dovrà esserci il personale in sala con un aumento dei costi per l’hotel. Dovremo poi essere più attenti alla sanificazione con accortezze che vanno oltre la normale prassi, penso alla pulizia di tutti telecomandi nelle camere, alle barriere nelle hall o all'esigenza di utilizzare maggiormente le carte di credito. Dal Governo è arrivato per le famiglie il bonus vacanza, circa 500 euro per una famiglia di quattro persone e così a scalare in base al numero di persone del nucleo famigliare. Un’idea che era buona in partenza ma è stata partorita male sia per i limiti della cifra che per le soglie Isee previste. Bisogna far muovere tutti, chi ha reddito basso e probabilmente è stato in cassa integrazione in questi mesi non so quanto sarà incentivato ad andare in vacanza quest’estate.

Un grosso limite è nel non poter frazionare questo bonus. Si può infatti usare in unica formula e questo non incentiva chi per esempio vuole fare brevi viaggi nei fine settimana per visitare le città d’arte. Ci sono persone che non vogliono o non possono permettersi di fare vacanze di una settimana. Frazionare l'importo avrebbe permesso di dividere il bonus in diverse strutture alberghiere. Così può essere un aiuto alle famiglie ma non alle imprese. Si aggiunge poi la difficoltà legata al fatto che il bonus è erogato come credito d’imposta, ma per le famiglie che al momento non hanno liquidità questo non è un vero incentivo. Al Governo Federalberghi ha chiesto di "dare aiuti concreti perché siamo la categoria più colpita. Occore intervenire ancora sulla cassa integrazione per i nostri dipendenti perché al momento non si coprirebbe tutta l’estate".