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No a nuovi grandi insediamenti commerciali

07/02/2024

vittorio presidente 800x600

“Ci inseriamo nel  dibattito sul “caso del mall” apparso in questi giorni sui mass media locali per ribadire come Ascom, documenti ufficiali alla mano, abbia pubblicamente contestato, già dal 2006, la scelta dell’allora Amministrazione Comunale, avvallata anche dal  Consiglio Comunale, che prevedeva la possibilità di accorpare in un unico luogo gran parte delle decine di migliaia di mq commerciali previsti nell’allora PSC, creando di fatto un grande competitor delle stesse dimensioni del centro storico di Parma. 

Una scelta preoccupante che in tutti questi anni, in tutti i modi e con tutti i mezzi che la legge ci ha consentito, abbiamo cercato di contrastare in quanto ritenevamo e, riteniamo insostenibile ancora oggi, la proliferazione di grandi strutture commerciali, quali quelle di cui si sta parlando.

Avevamo finalmente preso atto che il progetto approvato nel 2006 non era più realizzabile, sia per la configurazione che per le metrature a suo tempo autorizzate, quando invece oggi vediamo tornare in auge potenziali proposte per la realizzazione nell’area cd “Porta della Città” di un Polo Commerciale con una superficie lorda di circa 56.000 mq (pari al doppio della superficie dei centri commerciali Eurotorri e Centro Torri!).

Le motivazioni che ci preoccupavano allora sono le stesse di oggi: un enorme competitor di dimensioni così grandi comporta conseguenze gravissime per l’intero centro storico di Parma e dei suoi quartieri (in particolare quello di San Leonardo), in quanto la naturale cannibalizzazione dei consumi porterà con sé l’inesorabile sua desertificazione, unitamente ai comuni limitrofi, con enormi costi sociali.

Quanto sopra oggi pesa ancor di più, in quanto negli ultimi anni si è avviato con il Comune di Parma un percorso di riqualificazione e valorizzazione del centro storico e dei suoi assi commerciali, attraverso politiche che possano favorire il reinsediamento dei negozi al dettaglio e la riapertura dei negozi sfitti.

Si era finalmente compreso che il futuro delle città sarà all’interno dei centri storici e che bisogna privilegiare la rigenerazione urbana come strumento fondamentale per l’attrattività turistica e sociale di un determinato territorio: su questo crediamo che si debba continuare ad investire, risolvendo i gravi problemi che attualmente sono sotto gli occhi di tutti, quali negozi sfitti, la sicurezza, l’accessibilità e il decoro urbano e avendo ben presenti, invece, i gravi rischi che gli alti costi sociali (conseguenti all’inserimento di nuove grandi strutture commerciali e alla desertificazione del centro) comporterebbero.

Da ultimo, ma non per importanza, riterremmo una politica di ulteriore espansione commerciale di queste grandi superfici irrazionale e soprattutto non coerente con la scelta recente del Comune di sottoscrivere un Patto di Neutralità Climatica, cui anche Ascom ha aderito, fra istituzioni, aziende e associazioni.

In quest’ottica ribadiamo che la concezione di sostenibilità ambientale debba andar di pari passo con quella economica e sociale e auspichiamo che le scelte dell’Amministrazione Comunale rispettino tale equilibrio.”

IL PRESIDENTE - Vittorio Dall’Aglio