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NON SIAMO FANTASMI: CAMPAGNA FEDERMODA A TUTELA DEI NEGOZI DEL SETTORE

03/11/2020

federmoda - non siamo fantasmi 800x600

Una protesta d'impatto, quella organizzata oggi da Federmoda Parma, aderente ad Ascom Confcommercio di Parma: “NON SIAMO FANTASMI “  è lo slogan della campagna lanciata in questi giorni sui media locali. Nella giornata di martedi 3 novembre numerosi esercizi hanno deciso di chiudere l’attività e spegnere le luci delle vetrine alle 18, in concomitanza con la chiusura dei pubblici esercizi, con l’obiettivo di sensibilizzare il Governo affinché presti un maggiore ascolto nei confronti della voce e delle necessità delle imprese.

Una sorta di Flashmob nelle vie del centro ma anche nei paesi della provincia con cui le imprese lanciano un forte grido di allarme poiché, pur rimanendo aperte, non hanno più clienti e non godono  nemmeno dei ristori. Tutto il commercio al dettaglio è in forte crisi: secondo l’indagine realizzata in collaborazione con Format Research a Parma e provincia sono a rischio 10.000 occupati del terziario, 2.800 imprese potrebbero chiudere senza più riaprire ed entro il 2020 potrebbero andare in fumo 700 milioni di valore aggiunto nel solo terziario. Nello specifico il settore moda, evidenzia cali di fatturato superiori all’80% con danni enormi per un con comparto che ordina i prodotti anche 8 mesi prima della consegna in negozio, investendo ingenti capitali.

  “Il lavoro è la forza vitale di questo Paese – ha commentato Filippo Guarnieri Presidente Federmoda Parma - e in questo momento difficile noi non ci tiriamo indietro. Ancor prima dell’assistenza chiediamo una cosa semplice: la libertà di poter continuare a lavorare in piena sicurezza e nel rispetto delle regole e dei protocolli per i quali già da mesi ci siamo attrezzati. Per questo servono il sostegno ai consumi, contributi a fondo perduto , crediti d’imposta per gli affitti , detassazione o rottamazione dei magazzini, gli sgravi contributivi e la continuità degli ammortizzatori sociali.  Per quanto la salute sia da tutelare e questo virus vada fermato, non dobbiamo fermare l’economia dei nostri territori.”

 “Il settore Federmoda è in forte sofferenza – ha aggiunto Rosy Barusi consigliere Federmoda Parma – le aziende si ritrovano a dover fare i conti sulle mancate vendite di capi, calzature, accessori ed articoli sportivi e da  cerimonia che generano un importante volume di acquisti quasi obbligati. Inoltre la chiusura alle 18.00 dei pubblici esercizi penalizza anche il nostro settore in quanto limita gli spostamenti delle persone proprio in quegli orari che generalmente sono dedicati allo shopping con i risultato di vie buie e vuote già nel tardo pomeriggio".

 “Con questa simbolica iniziativa  - ha concluso Cristina Mazza, vice direttore Ascom Parma - si vuole parlare soprattutto di quello è stato chiamato il “popolo dei dimenticati”, di quelle categorie di imprenditori che pur subendo danni economici enormi, per il solo fatto di poter continuare a stare aperti non beneficiano di alcun sostegno, se non di sporadiche attenzioni. Stiamo parlando in generale del piccolo negozio di vicinato, specialmente non alimentare, e specialmente dei centri storici delle nostre città, già desertificati dal diffuso senso di paura che circola tra le persone, dalle raccomandazioni sulla limitazione degli spostamenti, non da ultimo dallo smartworking. Stiamo parlando degli ambulanti che oltre ad avere i mercati svuotati stanno subendo il divieto ad effettuare le fiere, che per molti di loro rappresentano la principale fonte di reddito, così come di quel  mondo di imprese dei servizi che non ha più committenza".

 

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