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QUALE EUROPA VOGLIAMO, PER QUALE EUROPA LAVORIAMO

23/04/2019

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Chiediamo al nuovo Parlamento europeo:

1. Che la regolamentazione delle imprese del commercio e del turismo spetti agli stati e alle istituzioni locali, più vicine a cittadini e imprese, per equilibrare i principi di concorrenza con la necessità di tutelare le imprese storiche e di territorio.

2. Che si riveda la direttiva servizi, conosciuta come Bolkestein, per salvaguardare gli investimenti delle imprese in concessione e tutelare la tipicità dell’offerta turistica sulle coste italiane. Che vi siano regole europee di riconoscimento del “made in” a difesa dei prodotti non alimentari e dei consumatori.

3. Che gli investimenti pubblici strategici (infrastrutture e interventi post-terremoto, energia, ricerca e formazione) siano tolti dal calcolo deficit/pil del bilancio degli Stati, permettendo di trovare nuove risorse per le opere di cui l’Italia ha bisogno.

4. Che siano più accessibili alle piccole imprese i diversi fondi europei per l’innovazione e lo sviluppo, con più bassi parametri d’investimento e minori adempimenti burocratici.

5. Che si investa nella formazione e nelle infrastrutture sociali, per far crescere occupazione e competitività delle imprese.

6. Che si approvi una web tax per i servizi digitali delle grandi piattaforme, e si vigili sulla loro trasparenza nella gestione dei dati e nei rapporti con le piccole imprese. Che si armonizzino i regimi fiscali sulle società, perché gli utili d’impresa siano egualmente trattati negli Stati europei.

7. Che almeno il 10% dei fondi di coesione europei siano destinati alle città, per riqualificare le periferie e potenziare i servizi, migliorando l’ambiente in cui operano le imprese.

8. Che vi sia uno spazio unico europeo dei trasporti e si contrasti la concorrenza sleale tra le imprese degli Stati europei.

9. Che si realizzi un meccanismo europeo di garanzia dei depositi bancari, per permettere alle banche di offrire maggiore credito alle imprese.

10. Che vi sia una politica comune per i flussi migratori, a partire dalla revisione del regolamento di Dublino.