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Regolamento "convivenza" pubblici esercizi

29/09/2020

Il Presidente FIPE Parma Ugo Bertolotti: “Riapertura rinviata, rischio chiusura per molti locali”

Prendiamo atto dagli organi di stampa che il Consiglio Comunale  di ieri, non senza forti tensioni pur all’interno della propria stessa maggioranza, ha deciso  di emanare il nuovo regolamento che limita gli orari serali dei pubblici esercizi in ampie zone della nostra città. 

Un provvedimento che, come abbiamo già evidenziato pubblicamente anche nei giorni scorsi, si basa sul presupposto di limitare la libera attività imprenditoriale, a prescindere dalla qualità dell’impresa presente in una determinata zona, con l’unico obiettivo di eludere il controllo puntuale del territorio. Ne consegue che tale ordinanza, spingendosi fino al limite di identificare singoli numeri civici o tratti di via, crea di fatto zone di serie A e zone di serie B con conseguente paradosso che un locale potendosi spostare di 100 metri avrà il diritto di aprire 24 ore su 24, o in caso contrario  dovrà modificare il proprio business  se non addirittura chiudere l’attività. 

Riteniamo inoltre sbagliato riproporre un metodo che in questi anni non portato ai risultati attesi, anzi ha contribuito alla desertificazione di interi comparti come ad esempio quello di Via D’Azeglio che se nel 2014 registrava  solo 6 negozi sfitti oggi, dopo 6 anni dall’introduzione delle limitazioni, ne conta oltre 40. Ci consola il solo fatto che il Consiglio Comunale nella discussione di ieri abbia rigettato il tentativo di esautorarlo, obbligando il Sindaco e l’Assessore a passare dal proprio stesso giudizio in caso di ulteriore ampliamento delle zone soggette  al provvedimento. 

Come Federazione siamo al lavoro per verificare la legittimità di tale provvedimento al fine di sostenere, se legittimi, eventuali ricorsi da parte delle aziende nostre associate che si riterranno danneggiate da questo provvedimento che, lo ribadiamo, riteniamo sia nettamente contrasto con le norme sulla liberalizzazione degli orari vigenti dal 2011. 

Quello che Fipe Parma chiede quindi non è un lasciapassare per le imprese affinché svolgano attività a danno dei residenti e del loro diritto al riposo, ma che chi è deputato ai controlli li svolga in modo puntuale, punendo chi lo merita e lasciando agli imprenditori la libertà di lavorare a prescindere dalla via in cui ha la sede l’azienda.

 

Ugo Bertolotti

Presidente Fipe Parma